conCREA: “facilitare” e innovazione distributiva

7 gennaio 2010

vino

taken from internet

Proseguiamo la sezione conCREA, dopo tutti i brindisi e controbrindisi degli ultimi giorni con un format “datato” ma alquanto rappresentativo … caso vuole proprio nel mercato del vino.

Grapedistrict (*) http://www.grapedistrict.nl

Questo piccola catena sviluppata negli ultimi 3 anni (!) in Olanda riprende le logiche di altri format americani (veramente simili, forse troppo…) ma rappresenta molto bene cosa vuol dire facilitare i propri clienti, innovando una formula e, non ultimo, senza investire una fortuna.

(il format di riferimento o comunque il primo in questa categoria è Best Cellars, Stati Uniti – http://www.bestcellars.com/)

Grapedistrict è una piccola catena di 3 “enoteche”, con un assortimento limitato a max 150 referenze (etichette) collocate in un ambiente smart, molto colorato dedicato prevalentemente ai giovani.

“Mai vista una cosa del genere”, “non può funzionare in Italia”, “una enoteca deve avere almeno 900/1.000 etichette”, “in Italia siamo grandi intenditori di vino” … se credete in questi luoghi comuni non proseguite la lettura J (alcuni di questi saranno letteralmente smontati in seguito…).

Ci siamo imbattuti in questo negozio ad Amsterdam nel 2007 durante un tour di studio di Albert Heijn e fummo subito colpiti dal brand, dall’inglese “distretto dell’uva” ma anche dello scherzo_gioco (dall’olandese, gioco di parole ideale vista la loro tipica familiarità con le lingue straniere).

Grapedistrict (*) Amsterdam

Entrando poi la sorpresa fu maggiore in quanto (l’innovazione “presa in prestito” degli americani) tutto l’assortimento era suddiviso, presentato e comunicato in funzione di 9 categorie merceologiche. Pur senza conoscere quasi nulla della lingua sono riuscito ad acquistare una bottiglia di vino adeguata alla serata. Fantastico, davvero!

Approfondiamo meglio questo importante aspetto.

In questo punto vendita non si vende vino, si vende una selezione di etichette raggruppate secondo la funzione di consumo: geniale! Ad ogni categoria è associato un nome, un colore ed una brevissima descrizione (tutti i colori delle categorie sono presentati fin dall’insegna nel lettering del marchio).

La classificazione merceologica di Best Cellars

In più punti della bottega quindi la classificazione è ben rappresentata e spiegata (anche con abbinamenti); chiunque e con estrema semplicità può quindi individuare la categoria in funzione del consumo a cui si intende dedicare la bottiglia cercata.

Per il cliente sarà facile anche individuare immediatamente la zona espositiva in quanto tutti gli espositori sono colorati secondo la categoria merceologica.

Giunto allo scaffale troverà la gamma della categoria e potrà scegliere in funzione delle proprie disponibilità, in genere dalle 10 alle 18 referenze, numerica assolutamente adeguata per completare la scala prezzi.

Tutto il resto è noia … o meglio dire a fronte di questa innovazione qualunque altra politica commerciale (ecommerce, consegne a domicilio, foodservice locale) appare di secondaria importanza; ci preme comunque sottolineare l’importanza data alla comunicazione ed al design ricercato dei punti vendita aperte di recente dall’insegna.

Perché ci piace così tanto questa semplice bottega?

Crediamo fortemente, nel settore food in generale, ma nel mercato del vino in particolare alle opportunità commerciali derivanti da una marcata semplificazione per il cliente.

Inoltre, aspetto questo di NON secondaria importanza, si tratta di una innovazione realmente semplice attuabile anche da altri operatori commerciali della filiera.

Completiamo l’analisi riportandovi alcuni numeri del format Grapedistrict

  • anno lancio 2006
  • punti vendita 3+1 (ad oggi)
  • referenze circa 130 (nel giorno della rilevazione)
  • scala prezzi da 4 a 20 euro (bollicine escluse)
  • area vendita 70mq

Ancora prima di entrare nel vivo dei numeri del mercato e delle opportunità che in questa logica possono essere colte in Italia vorremmo soffermarci su alcuni spunti personali.

Più delle parole aiutano le immagini, grazie al web2.0 ora i video: per capire cosa vogliamo trasmettere guardatevi questo video.

Da una parte il settore è pieno su super_esperti (a volte altezzosi e spocchiosi), enogastronomi, degustatori vari che troppo spesso parlano ma senza essere compresi dal grande pubblico.

Dall’altra il mercato è fatto da clienti che, nella stragrande maggioranza dei casi (e quindi del mercato) pur apprezzando il prodotto ne sanno poco o nulla e quindi hanno serie difficoltà nella scelta (e quindi non comprano…strano vero?!).

Secondo voi è un format che si può prestare anche al mercato italiano?

Secondo voi è un format che si può prestare per uno sviluppo rapido di punti vendita e di una nuova brand insegna?

Secondo noi SI, SI SI ad entrambe le domande.

approfondimento da leggere a mente aperta

grapedistrict approfondimento

info@atshop.it

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